Talvolta mi capita di conversare sulle 5 leggi biologiche. Quello che percepisco è soprattutto confusione.
Oggi quasi ogni malattia (così sembra) è curata col meglio del progresso medico-scientifico.
Di tanto in tanto, vivendo la cruda realtà, qualcuno comincia a sospettare che forse non è tutto oro quello che luccica: per più di un motivo e dopo tante delusioni, la medicina ufficiale non risulta poi così degna di fiducia.
Il malcapitato sperimenta una sorta di sconforto e vuoto interiore, che talvolta colma con la scoperta delle 5 leggi biologiche (o nuova medicina germanica).
La malattia non è più malattia, ma un processo sensato del nostro corpo. I sintomi non sono più sintomi, ma comprensibili effetti dei meccanismi di riparazione di questo o quell'organo.
Chi affronta la materia, magari seguendo un corso, impara una dettagliata nomenclatura dei tessuti e dei comportamenti sensati di quasi ogni parte del corpo umano.
Tutto, finalmente, va al suo posto: il senso di controllo della propria vita raggiunge livelli prima di allora impensabili.
Poi compare un dolore importante, la febbre più alta del solito, quella "nocciolina" dura vicino al seno o all'altezza della gola, ...
Con la rapidità di un lampo nel cuore della notte, l'entusiasmo si spegne.
A causa della paura generata dal sintomo, si ritorna per un attimo alle vecchie convinzioni, mascherandole e mischiandole con le nuove conoscenze.
Tutte le certezze finora acquisite con le 5LB cominciano a vacillare.
Inizialmente non sarà una cosa dichiarata ma solo un timore che si tenterà di nascondere.
Solo che, tornando alla tipica conversazione che mi capita di fare, si può scorgere facilmente la difficoltà nel conciliare una bellissima teoria con il fatto incontestabile che quel sintomo fa paura.
Si cerca di far quadrare i conti, si dimenticano o si confondono per esempio endoderma e ectoderma, si fa di tutto per aggrapparsi a quella speranza che sembrava così incrollabile. Detto in poche parole, si passa dalla presunzione di immortalità alla paura del sintomo più banale.
Passando dalla medicina ufficiale alle 5LB, con questo tipo di approccio, cosa si è ottenuto? Forse nulla.
Dal mio punto di vista, la chiave non è passare da una convinzione all'altra, ma fare tesoro delle conoscenze acquisite per conquistare un altro pezzo della propria responsabilità.
Anche e soprattutto in questioni come la propria salute, nessuno, meglio di ognuno di noi, può decidere per sé stesso.
Il punto è farlo imparando ad accettare le conseguenze delle proprie scelte. Quando ci si affida a questa o quella religione, che sia medicina ufficiale o la più esoterica delle medicine alternative, senza metterci del proprio, guarire o peggiorare è solo la punta dell'iceberg: la cosa peggiore è che si sta facendo una non-scelta.
Con ciò non voglio dire di non includere la possibilità di rivolgersi ad un esperto per gestire il proprio sintomo.
Intendo dire che questo affidarsi ad un altro deve essere la conseguenza dei propri ragionamenti, del proprio sforzo a comprendere cosa sta succedendo.
Idealmente, l'esperto al quale ci si rivolge, dovrebbe essere bombardato da mille e più domande, come se si volesse mettere in discussione ciò che afferma.
Una sorta di metodo socratico in miniatura, per assicurarsi che la scelta di dire "si, voglio questa cura" possa essere il più possibile consapevole, e non dettata dalla pigrizia o dalla paura di conoscere.
Allo stesso tempo, lo specialista dovrebbe essere più che felice di essere messo in discussione. Dovrebbe non vedere l'ora di rispondere a tante domande.
Un gioco delle parti totalmente opposto rispetto a quanto comunemente succede.
Imparare le 5 leggi biologiche non significa fregare il sistema.
Per me, una volta compresi almeno i principi base di questa materia, la frase chiave dovrebbe essere: "niente panico".
Ogni volta che si affronta un sintomo, diventa un'occasione per affinare la propria capacità di mantenere la calma, ragionare bene sulla propria situazione, ponderare al meglio le proprie decisioni in merito.
Più facile a dirsi che a farsi, ma solo perché siamo immersi in un mondo in cui demandare agli altri è la legge divina per eccellenza.
Cominciamo a far crollare questa legge.
Ognuno possiede il proprio corpo, la propria anima e il proprio destino.
Imparare a non metterlo in mano ad altri è fondamentale.